Legale · AI Act

Trasparenza AI

Dichiarazione di trasparenza ai sensi dell'art. 50 del Regolamento (UE) 2024/1689 (“AI Act”). Ultimo aggiornamento: 1 agosto 2026.

L'intelligenza artificiale è il nostro mestiere. Proprio per questo crediamo che chi la usa debba dirlo chiaramente — è ciò che l'AI Act richiede, ed è ciò che facciamo, per noi e per i nostri clienti.

1. Con quali sistemi AI puoi interagire su questo sito

  • Radar AI — lo strumento di analisi gratuita del sito. Quando inserisci un indirizzo, i contenuti pubblici del sito vengono analizzati automaticamente. Per trasparenza ti diciamo anche dove interviene l'AI: il punteggio è calcolato con criteri tecnici deterministici (gli stessi controlli danno sempre lo stesso numero), mentre un sistema di intelligenza artificiale redige il commento (punti di forza, criticità, un consiglio). È sempre presentato come analisi AI, e i suoi esiti hanno natura informativa: non sono una certificazione né una decisione con effetti giuridici.
  • Verifica Agent-Ready — a scanso di equivoci: questo strumento non usa intelligenza artificiale. Esegue controlli tecnici automatici e deterministici (HTTPS, contenuti leggibili, dati strutturati, ecc.) sulla leggibilità del sito da parte degli agenti AI. Lo dichiariamo per lo stesso principio di trasparenza: diciamo quando l'AI c'è, e anche quando non c'è.
  • Amy — la nostra assistente AI. Dove attiva, si presenta sempre come assistente basata su intelligenza artificiale: sai in ogni momento che non stai parlando con una persona. Quando serve un umano, la conversazione passa a noi.

2. Testi creati con il supporto dell'AI

Alcuni contenuti del nostro sito e del blog sono redatti con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sempre revisionati da una persona prima della pubblicazione: i dati e le fonti vengono verificati, e la responsabilità editoriale resta nostra. È la ragione per cui questi testi non riportano un'etichetta automatica: l'art. 50 dell'AI Act esclude l'obbligo proprio quando c'è una revisione umana sostanziale e qualcuno se ne assume la responsabilità.

3. Immagini, video e voci generati con AI

Produciamo contenuti visivi e audio con strumenti di AI generativa — per la nostra comunicazione e per quella dei clienti. Dal 2 agosto 2026 ogni contenuto di questo tipo che pubblichiamo è etichettato come generato con AI, come previsto dall'art. 50 dell'AI Act.

Cosa etichettiamo. Tutto ciò che rappresenta persone, voci, luoghi o oggetti in modo realistico e che qualcuno potrebbe scambiare per una ripresa autentica: immagini e video generati, voci sintetiche, avatar e sincronizzazioni labiali, ambientazioni e prodotti ricostruiti. Non conta se la persona rappresentata esiste davvero: una persona verosimile ma inesistente è comunque un contenuto sintetico, e va dichiarata.

Come lo facciamo. Tre cose insieme, non una sola: un'etichetta visibile sul contenuto (nei primi secondi di un video, o un badge sull'immagine); una riga esplicita nella descrizione, su ogni canale; e il contrassegno nativo della piattaforma dove esiste (Instagram, Facebook, TikTok, YouTube). Una dichiarazione nascosta nella biografia del profilo o fra gli hashtag non è, per noi, una dichiarazione.

Cosa invece non etichettiamo, e perché. Grafiche, testi su fondo, diagrammi, animazioni e illustrazioni stilizzate: non somigliano a nulla di reale e nessuno può scambiarle per una fotografia. Nemmeno i sottotitoli generati automaticamente da un video girato davvero. Etichettare tutto svuoterebbe di significato l'etichetta proprio dove serve.

AIBAY. Il volto che compare in parte della nostra comunicazione è una persona generata con AI, non una persona reale, e lo dichiariamo apertamente: è nata come dimostrazione pubblica di ciò che sappiamo fare, non come un finto testimonial.

Persone vere. Non generiamo né modifichiamo con AI il volto o la voce di una persona reale senza il suo consenso scritto, raccolto prima della produzione. Non realizziamo testimonianze, recensioni o casi studio con persone sintetiche presentate come clienti: sarebbe ingannevole, e non è il modo in cui lavoriamo.

4. Supervisione umana

Nessuna decisione che riguardi persone viene presa in modo esclusivamente automatizzato (art. 22 GDPR). Le analisi generate dai nostri sistemi vengono verificate da persone prima di trasformarsi in proposte, preventivi o attività per i clienti.

5. Classificazione dei sistemi

I sistemi AI presenti su questo sito rientrano tra quelli a rischio limitatoai sensi dell'AI Act (sistemi conversazionali e di analisi con obbligo di trasparenza). Non impieghiamo sistemi vietati né sistemi classificati ad alto rischio ai sensi dell'Allegato III del Regolamento.

6. Il nostro sito parla anche con gli agenti AI

Coerentemente con ciò che proponiamo ai clienti, questo sito espone un'interfaccia dedicata agli assistenti e agenti AI di terze parti (protocollo MCP — Model Context Protocol), attraverso la quale un agente può consultare le informazioni pubbliche sui nostri servizi e richiedere la verifica Agent-Ready. Valgono le stesse regole degli strumenti usati da browser: stessi Termini e Condizioni, stessi limiti di utilizzo e nessuna raccolta di dati ulteriore rispetto a quanto descritto nella Privacy Policy.

7. Dati e privacy

Il trattamento dei dati personali connesso all'uso di questi sistemi è descritto nella Privacy Policy. Per qualsiasi domanda su come usiamo l'AI: info@dipmeai.com.